PRESENZE SOPRANNATURALI (ANGELI E DIAVOLI) E VITA CONTEMPLATIVA IN S.GEMMA

- Vessazioni diaboliche

- Il rapporto di S. Gemma con gli angeli

- Preghiera ed esperienze mistiche in S. Gemma

Il processo di trasformazione divina dell’interiorità e di tutta la vita della nostra Santa fu tale che essa visse un’esperienza assolutamente unica e straordinaria di contatti e rapporti con le presenze soprannaturali buone (gli angeli) e cattive ( i demoni). Infatti, la barriera dello spazio e del tempo crolla quando la chiamata alla santità dei prescelti di Dio arriva a grandi profondità. E’ quasi una conseguenza necessaria nella vita dei santi oltrepassare la barriera dei sensi, anche perché le virtù cristiane praticate fino in fondo, come il Signore ci ha chiesto nel suo Vangelo, fanno vivere in anticipo alcune delle tipiche e sublimi facoltà delle anime dei beati. D’altronde proprio questo è stato lo scopo precipuo per cui Cristo si è incarnato, ossia rendere l’uomo completamente partecipe della vita trinitaria a tal punto da poter sperimentare fisicamente il Cristo ed i suoi angeli ed affrontare con coraggio la battaglia "a carte scoperte" con il male per la nostra ed altrui salvezza.

S. Gemma rappresenta sicuramente uno dei momenti più culminanti ed eccezionali in tutta la storia della cristianità di questo dialogo e rapporto diretto e senza mediazioni tra Dio e l’uomo. In un certo qual senso lei ben può essere assunta come modello per tutti gli uomini di buona volontà, che aspirano con tutta sincerità a stabilire un legame e dialogo di amore con il proprio Padre Dio. Pertanto, l’ignaro lettore non reagisca superficialmente a quanto verrà narrato successivamente sui doni straordinario di S. Gemma, magari ritenendo improbabile se non impossibile gli eventi accaduti a S. Gemma o anche all’estremo opposto esagerando gli aspetti soprannaturali della vita terrena della nostra Santa.

Le sue prove dolorose dovevano avere piena attuazione anche con i frequentissimi incontri-scontri con i demoni. Quest’ultimi erano un’ordinaria presenza nella vita di S. Gemma. Gli sono apparsi in tutte le forme ed hanno usato ogni genere di violenze nei suoi confronti. Diversi testimoni hanno depositato nel processo di canonizzazione di aver assistito agli effetti materiali e fisici di queste vessazioni del maligno verso S. Gemma.

Zia Cecilia riferì che i demoni frequentemente l’aspettavano in camera la sera sotto forma di cani, gatti mostruosi, di uomini spaventosi, di selvaggi. Altre volte s’imbatteva in due uomini forzuti che con delle funi la battevano a lungo. Gemma si confidava col cuore pieno di sofferenza al confessore riguardo a queste situazioni, cercando conforto e sostegno spirituale. Il demonio in tanti altri modi la tormentava: sotto forma di apparizioni mostruose, di terrori e percosse improvvise che le infliggeva certe volte anche di giorno. Così arrivò anche a cercare d’impedirle di fare la comunione, apparendole sotto forma di omaccio, spaventandola e spingendola a terra nel fango prima di entrare in chiesa.

Le sue zie constatarono di notte rumori e movimenti strani intorno al letto di Gemma; la stessa zia Cecilia vide parecchie volte il letto di Gemma tremare tutto. Il maligno la perseguitava fisicamente rovesciandola indietro piegandola fino alle gambe anche quando pregava od era in estasi. Sperimentò l’influenza positiva e liberante degli oggetti sacri: infatti dopo che la zia Cecilia una volta le mise un’immagine della Madonna Addolorata Gemma percepì immediatamente un grande sollievo. Addirittura per un certo periodo Dio permise che il maligno le possedesse alcune funzioni del suo corpo; Gemma arrivò a comportarsi come un ossessa arrivando anche a sputare al crocifisso ed a dimenarsi come gli indemoniati. Un sacerdote che la seguiva da vicino le regalò una reliquia della Croce di Gesù. Da quel momento rimase totalmente libera da qualunque possessione diabolica.

Davvero straordinario è stato in Gemma il rapporto stabilito con gli angeli ed in particolare con il suo angelo custode. Di esso ne aveva la visione materiale costantemente. S’intratteneva a conversare con lui con la stessa disinvoltura con cui si discute con un amico. Si mostrava a lei in tanti modi: con le ali spiegate sospeso in aria e le mani distese su di lei, con le mani giunte in atto di preghiera. Il suo angelo custode le dava frequentemente consigli assumendo quindi la funzione del padre spirituale; Gemma durante le meditazioni svolte con l’angelo andava spesso in estasi. Queste esperienze di Gemma con gli angeli sono state raccolte da Padre Germano e da Zia Cecilia, i quali pur non notando la presenza materiale degli angeli potevano constatare però l’atteggiamento di Gemma mentre conversava con gli Angeli. L’Angelo la correggeva sui suoi piccoli difetti mostrandosi con lo sguardo severo o ad esempio obbligandola a confessare tutte le sue esperienze spirituali.

La dimestichezza di Gemma con gli angeli era tale che il suo Padre spirituale la richiamò a portare più deferenza e rispetto all’Angelo imponendogli di dare del voi invece che del tu. Accadde tra l’altro che le apparissero diversi angeli che si univano alle preghiere di lode della nostra santa. L’angelo custode la aiutava anche nelle mansioni comuni: come aiutarla ad esempio a svestirsi dopo che veniva picchiata dal demonio, la cui ira veniva però frenata dall’angelo stesso; o anche a portare lettere che Gemma scriveva per il suo Padre spirituale. Infatti, Gemma non avendo soldi per i francobolli la consegnava direttamente al suo angelo custode perché recapitasse la lettera al suo direttore spirituale. D’accordo con Padre Germano alcuni dei Giannini fecero la prova di chiudere la lettera in una cassetta a chiave. Il giorno stesso la lettera arrivò a Roma sulla scrivania di Padre Germano.

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