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Tra tutte le virtù cristiane e tra i doni di grazia quella in cui S. Gemma eccelse fu probabilmente la preghiera. Lo spazio limitato di questa breve narrazione della sua vita non rende giustizia alla profondità, continuità e straordinarietà del suo spirito di preghiera e pertanto si è costretti a darne una presentazione scarna e sintetica, suggerendo la lettura della sua biografia completa.
Si può affermare che Gemma dalletà della ragione fino al suo ultimo giorno di vita non si sia mai distaccata con la mente e col cuore neppure per un istante dal suo Dio. Ciò è talmente vero che in un occasione quando le venne chiesto di fare un conto matematico, appena constatato per la troppa concentrazione di essersi distratta dalla preghiera interiore, reagì con grande ed affranto dolore; sentì immediatamente lesigenza di confessarsi come se si fosse trattato di un gravissimo peccato.
Poteva essere dedita a qualunque occupazione materiale che continuava a mantenere vivo ed ininterrotto uno stato di preghiera contemplativa, da rasentare in certi momenti lestasi piena; ne fece la prova Padre Germano che in qualche episodio verificò addirittura linsensibilità dei suoi sensi a qualunque a stimolo esterno mentre magari era impegnata in qualche incombenza.
Uno degli aspetti della sua preghiera che più stupiscono sono le sue continue estasi, le quali sopraggiungevano più volte durante il giorno. Gemma era sottoposta a tre tipi di estasi: le piccole, le grandi, le straordinarie. Alle straordinarie si è già accennato nei capitoli precedenti quando si è raccontato di come riviveva materialmente la passione del Cristo tra il giovedì sera ed il venerdì. Tali momenti duravano circa un ora per volta.
Le grandi estasi invece comportavano la perdita totale dei sensi ed avvenivano quasi sempre dopo lEucarestia ed in altre particolari ricorrenze. Rinveniva da sola in modo spontaneo come se si fosse trattato dellesperienza più naturale del mondo. Le piccole avvenivano più volte durante il giorno; praticamente perdeva i contatti col mondo esterno, magari continuando, come già riferito sopra, a svolgere nello stesso tempo le sue occupazioni. Impressionava ai presenti la sua totale insensibilità a qualunque sollecitazione esterna e quando rinveniva la luminosità dei suoi occhi.
Va sottolineato come Gemma durante le sue estasi fosse stata sottoposta da parte dei suoi confessori e di altre persone esperte a numerose prove, svolte anche con punture di spilli grossi. Gemma non reagiva neppure con un minimo movimento. Inoltre, non manifestò mai alcun eccesso o atteggiamenti stravaganti o peggio di esaltazione, mantenendosi raccolta e concentratissima nei suoi dialoghi interiori od esteriori con Gesù, Maria o gli angeli, dei quali aveva la visione quasi fisica della loro presenza. Gesù le appariva per lo più con la croce sulle spalle e in qualche altra occasione come bambino. San Gabriele ed anche San Paolo della Croce frequentemente le facevano visita. Incredibile era, come già illustrato sopra, la famigliarità che aveva con gli angeli.
Accadde pure che allestasi si accompagnasse pure la lievitazione, ossia linnalzamento miracoloso da terra per abbracciare e baciare ad esempio il grande Crocifisso nella sala da pranzo. Altro fatto impressionante era il bruciore che provava al cuore durante i suoi trasporti amorosi verso Gesù; il calore era talmente grande che ciò le provocò lustione della parte esterna della sua pelle vicina al cuore. Oppure anche provava delle palpitazioni talmente forti che le sincrinarono delle costole ed il rumore di queste palpitazioni potevano essere avvertite dalle persone intorno a lei.
Rammentiamo tra i fenomeni straordinari anche le intensissime sudorazioni, anche di sangue, che avvenivano principalmente durante le estasi ed il profumo soave che emanava quando passava. In definitiva, Gemma ha oltrepassato in pochi anni di vita tutti i gradi della vita mistica pervenendo ad un unione tanto intima quanto stabile con Dio, tanto che ad alcuni dei suoi contemporanei che lhanno conosciuta, sembrava oramai più cittadina del paradiso che non persona di quaggiù.
Conserviamo un documento preziosissimo dei suoi dialoghi col divino durante le sue estasi, realizzato dalla zia Cecilia e da Eufemia Giannini, una delle figlie Giannini, le quali scrivevano tutte le parole che Gemma proferiva di fronte alle presenze divine quando perdeva il contatto con lesterno; ad esso si rimanda per un approfondimento edificante e formativo relativa alla spiritualità e vita di preghiera della nostra Santa.
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