S. Gabriele le apparse in diverse altre occasioni specificando i particolari del quando e quali sarebbero state le prime suore del monastero. Gemma riferì per iscritto di queste sue confidenze di S. Gabriele al suo Padre spirituale P. Germano, il quale poté constatare come le profezie di S. Gabriele riportate da S. Gemma puntualmente si realizzarono.
Lo stesso Gesù dà lincarico a S. Gemma di sollecitare alcuni Superiori generali dei Passionisti di promuovere la fondazione dettagliando termini e modi del loro compito ed avvertendoli della grande guerra che il demonio avrebbe scatenato per ostacolare la nascita del Monastero. Riportiamo alcune frasi di Gesù dette a S. Gemma: «Gesù mi disse quasi sorridendo: Devi dire a P. Francesco che è più facile che cada il cielo e la terra che non vengano adempiute tutte le mie parole (N.B.: si riferisce in particolare alla fondazione del monastero) .Per poi assicurare tutti, devi dirgli che sono io che parlo e voglio che tutto questo si faccia ».
Pertanto, avendo avuto conferma della volontà di Dio di realizzare la fondazione del Monastero, la nostra Santa si diede da fare in tutti i modi per favorirne la nascita. Interpellò le persone di chiesa più ragguardevoli, amiche e conoscenti, ricercandone la collaborazione attiva. Accompagnata dalla zia Cecilia girò tutta Lucca per cercare di individuare il luogo adatto dove poteva sorgere; simprovvisò questuante chiedendo offerte in denaro per la fondazione del convento.
Gesù, infine, le confidò in una visione il vero scopo di questa fondazione, che in realtà è lo scopo di tutta la vita di S. Gemma: perdersi per amore dei peccatori, di cui la fondazione del Monastero, suggello allofferta della sua vita, doveva e deve rappresentare la testimonianza per tutti noi di questa sua offerta. Le dice infatti Gesù: «Figlia mia, esclamò sospirando, quanta ingratitudine e malizia vi è nel mondo! I peccatori continuano a vivere nella loro pertinace ostinazione di peccati; mio Padre non vuole più tollerarli. Le anime vili e fiacche non si fanno nessuna forza per vincere la loro carne. Le anime afflitte cadono in sgomento e disperazione. Le anime ferventi a poco a poco sintiepidiscono. I ministri del mio Santuario .(E qui Gesù si chetò e dopo qualche minuto riprese) .Io do continuamente lume e forza; ed essi invece . Continuamente dalle creature non ricevo che ingratitudine e sconoscenze, lindifferenza va ogni giorno crescendo, nessuno si ravvede. Ed io dal cielo non faccio che grazie e favori a tutte le creature, luce e vita alla Chiesa, virtù e potere a chi la dirige.. Con tutto ciò quale corrispondenza trovo dalle mie creature che tanto ho amate?
..Nessuno cura più il mio amore, il mio cuore è dimenticato, è come se io non avessi avuto amore per essi, come se per essi non avessi patito nulla, come se fossi a tutti sconosciuto . Me ne rimango quasi sempre solo nelle chiese, e se molti si adunano, hanno ben altri motivi, e devo soffrire di vedere la mia chiesa ridotta in un teatro di divertimento; molti vedo che sotto ipocrite sembianze mi tradiscono con comunione sacrileghe. Gesù avrebbe continuato; ma io fui costretta a dire: Gesù, Gesù, non reggo più! potessi » Riprese di nuovo Gesù: « Figlia, ho bisogno di anime che mi rechino tanto consolazione, quanto tante creature mi recano dolore. Ho bisogno di vittime e vittime forti .mi occorrono anime che coi loro patimenti, tribolazioni e disagi, suppliscano ai peccatori e gli ingrati » Gesù accenna quindi ad un castigo per il mondo (probabilmente la prima guerra mondiale) e la necessità che con i propri patimenti e dei cristiani lira del Padre possa placarsi e si riferisce in particolare alle Suore Passioniste lamentandosi però che sono troppo poche. Invita Gemma a dire al suo Direttore spirituale di andare al più presto dal Santo Padre riferendo che un castigo è minacciato e servono nuove vittime; di conseguenza è indispensabile accelerare la Fondazione delle Suore Passioniste di clausura in Lucca.
Nella Pentecoste del 1902 Gemma in estasi accoglie le ultime volontà di Gesù, il quale le richiede un ulteriore e definitivo sacrificio in espiazione di tutte le offese ed i sacrilegi che Lui riceve dagli uomini. Gemma senza tentennamenti accetta la richiesta di Gesù. Conseguentemente si ammala gravemente: il suo stomaco non riesce per due mesi di seguito ad accettare cibo. Padre Germano, preoccupato per la sua sorte le ordina di ritirare la sua offerta a Gesù e di chiedere la guarigione. In effetti, Gesù al fine di educare Gemma allobbedienza verso il suo Padre spirituale le consente di essere in salute per venti giorni; Gemma riacquista colorito ed energie ma avverte che ciò sarebbe durato per un breve periodo: Gesù infatti la chiamava per la sua immolazione finale.
E così accadde: Gemma precipitò di nuovo nella malattia che le affliggeva gli organi interni dei polmoni e dello stomaco. Dolori atrocissimi assalirono il suo corpo; ma soprattutto la sua anima fu invasa da una desolazione ed aridità inestinguibile: il demonio con tutta la sua rabbia prese ad aggredirla senza alcun freno e con una violenza senza limiti. Sboccava sangue di continuo e nel giro di pochi mesi si ridusse in uno stato scheletrico. I medici tentarono di fare una diagnosi appropriata, la prima ipotesi consistente nella tubercolosi non venne di fatti confermata da altri medici e perciò rimase nel vago lesatta denominazione della sua malattia; Gemma però avvertì che non si trattava di tubercolosi e che la sua malattia aveva un origine misteriosa.
NellOttobre di quellanno quando si pensava che stava oramai per spirare il suo Padre spirituale venne a farle un ultima visita dandogli il conforto dei sacramenti. Fu lultima volta che avrebbe rivisto Padre Germano. Il 24 gennaio nellincertezza se la sua malattia avesse natura infettiva si decise prudenzialmente di spostarla in una camera vicina a Casa Giannini, dove poteva essere sempre circondato dallattenzioni e cure dei membri della famiglia Giannini.
Intanto il male progrediva senza sosta consumando il suo corpo gracile: a causa della sua grande difficoltà di respiro si dovette ricorrere più volte allossigeno; il suo stomaco rifiutava non solo il cibo ma anche lassunzione di qualunque liquido, tanto che pochi sorsi le provocavano interminabili conati di vomito. Arrivò anche per un breve periodo a perdere la vista e luso della parola.
Gemma era assistita oltre che dai componenti della famiglia Giannini, dei quali si distinse in particolare Eufemia Giannini (la futura Madre Gemma, fondatrice delle Sorelle di S. Gemma), anche dalle Suore Barbantine. Sono pertanto parecchi i testimoni che han potuto constatare leroismo delle virtù di S. Gemma: pur nei dolori atroci ed i tormenti delle forze diaboliche ha sempre conservato lumiltà, la carità spontanea verso tutti coloro che la venivano a visitare ed una serenità imperturbabile: attingeva la forza dalla preghiera continua e dai sacramenti.
Il demonio in modo anche clamoroso cercò in tutti i modi di gettarla nella disperazione. Si rendeva visibile a lei sotto forma di essere mostruosi, laggrediva ripetutamente colpendola fisicamente: infatti diverse persone constatarono varie volte il letto traballare. Addirittura riusciva a trasformare alla vista di Gemma in insetti orribili e sudici il poco cibo o acqua che riusciva ad assumere. Gemma chiese insistentemente che venissero eseguiti degli esorcismi ma Mons. Volpi, suo confessore, non accolse la sua richiesta.
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Il luogo, vicino
a casa Giannini dove Gemma è morta
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Il Venerdì Santo del 1903 Gemma, oramai vicino alla morte, si confessò presso Mons. Volpi e supplicò che le venisse fatto un esorcismo: il demonio con aspetto terribile e minaccioso praticamente si era posto sopra di lei. Il suo letto si fece così pesante che diversi uomini non riuscirono neppure a sollevarlo. Gemma dopo aver baciato il crocifisso e ponendosolo sul petto si raccomanda alla Madonna perché Gesù le usi misericordia nellora cruciale del passaggio nellaltra vita. Entra in agonia ed il Sabato santo dell11 aprile 1903, circondata dalla Famiglia Giannini, dal Parroco ed altre pie donne, con un leggero sorriso sulle labbra e senza particolari sussulti muore tra la commozione e venerazione dei presenti. La notizia della sua morte si diffuse rapidamente nella città di Lucca, i lucchesi scoprirono così che era morta una santa. Al suo funerale parteciparono migliaia di persone.
La fama di S. Gemma si diffuse rapidamente nel mondo intero, ciò grazie anche alla pubblicazione della vita di S. Gemma scritta dal suo Padre spirituale, Padre Germano. S. Gemma divenne anche protettrice di molti missionari, la sua vita fu tradotta infatti anche in giapponese e cinese ispirando molti nuovi convertiti di quelle nazioni. Lo splendore del suo esempio e la potenza della sua intercessione, che determinò numerosi miracoli verso coloro che le si rivolgevano, illuminarono la chiesa intera a tal punto che in tempi rapidi si giunse alla sua proclamazione a Santa della chiesa cattolica il 14 maggio del 1933.
S. Gemma continua ad oggi nella sua opera di potente richiamo alla sequela di Cristo senza riserve coltivando la contemplazione della morte e resurrezione del Figlio di Dio e nella dedizione semplice ma eroica verso la salvezza totale del prossimo. Numerosissimi sono diventati negli ultimi decenni i suoi seguaci: persone di ogni nazione toccate dal suo spirito sempre ovunque attivo che, come il redattore di questa sua breve biografia, cambiano vita e si legano per sempre a lei consapevoli che Gemma non smette di proteggere neppure per un istante coloro che si affidano a lei.
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