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Mi trovavo circa 6 anni fa a passeggiare per le vie di Lucca durante una piacevole visita della città. Mi staccai dal gruppo dei miei amici per meglio ammirare con calma le incantevoli bellezze artistiche di questa stupenda città, quando venni colpito dalle numerose insegne con scritto sopra "Casa Giannini–Gemma Galgani". Il nome mi era famigliare ma non sapevo esattamente collegarla ad un personaggio preciso, così preso dalla curiosità cominciai a seguire le indicazioni della freccia e mi ritrovai di fronte a questa cosiddetta "Casa Giannini". La visitai da cima a fondo, fui impressionato dalla testimonianza di Gemma Galgani che per l’appunto scoprì essere stata una straordinaria santa.

Questo luogo più che una casa mi apparve come un santuario, la stessa mia presenza fisica sembrava essere ingombrante se non invadente di fronte a tale senso di sacro che si percepiva così chiaramente. La suora incaricata di accompagnare i pellegrini, vedendomi forse molto colpito dalla figura di Gemma, mi invitò a correre verso la sua casa dove ricevette le stimmate in quanto si stava proprio in quel momento celebrando l’anniversario delle stimmate di S. Gemma. Così feci, camminando in fretta raggiunsi l’appartamento dove Gemma visse la sua adolescenza. Arrivai verso la fine della Messa, quando la gente stava oramai salutandosi. Mi fermai un attimo a riflettere su tutto ciò che mi stava capitando, quando una signora anziana mi diede una foto di Gemma Galgani. Rimasi impressionato dal fatto che fosse del nostro tempo e che fosse così giovane: insomma una persona comune, una di noi, che aveva vissuto in maniera così vertiginosa oscillando tra il tempo e la dimensione dell’eternità.

La prima cosa che mi venne in mente fu: ma com’era possibile che una donna così straordinaria, tra l’altro del nostro tempo fosse così poco conosciuta o comunque non fosse di pubblico dominio? Ecco, allora ho tentato di riparare al torto che ha subito S. Gemma: la sua fama non è ancora pari alla sua grandezza. Un piccola donna dalla statura spirituale gigantesca. Una provocazione terribile e scomoda per il nostro tempo basato sulla ricerca esasperata del piacere, o eufemisticamente, della propria comodità personale a tutti i costi. Un autentica anticonformista non solo del mondo ma anche della chiesa stessa. Non una suora, ma bensì una ragazza semplicissima ma dalla cristallina acutezza di chi già intravede la beatitudine di Dio e conosce le ultime pieghe dell’animo umano con tutto il suo carico di opportunismo e tradimento verso la verità. Insomma una grande gloria, soprattutto per noi italiani.

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