Eufemia prende il posto di Gemma sul Calvario

Gemma morì l'11 aprile del 1903, assistita da tutta la famiglia Giannini e non vide realizzato il suo desiderio di essere monaca passionista. Disse però ad Eufemia che ella avrebbe preso il suo posto sul Calvario, indicando con questo il monastero. Al momento della morte di s. Gemma a Lucca non esisteva nessun monastero passionista. Dalla fitta corrispondenza della Santa con il suo direttore spirituale, p. Germano passionista, e con il suo confessore ordinario, mons. Giovanni Volpi, siamo informati che nelle estasi Gesù le aveva espresso il desiderio che ve ne fosse fondato uno quanto prima. Gemma cercò in tutti modi di convincere di questo i due sacerdoti, ma la loro prudenza non permise che tale fondazione avvenisse prima della sua nascita al cielo.

Le prime monache passioniste, infatti, arrivarono nella città del Volto Santo il 16 marzo del 1905. Nel luglio dello stesso anno Eufemia chiese al padre il permesso di entrarvi. Il signor Matteo si dimostrò all'inizio reticente, probabilmente per mettere alla prova la consistenza del desiderio della figlia di abbracciare una vita tanto austera. Solo a novembre le concesse il permesso di fare gli esercizi spirituali con le monache. Eufemia partecipò a questi giorni di intensa spiritualità con l’intenzione di fermarsi definitivamente in monastero, tanto che aveva già preparato tutti i documenti che servivano alla sua ammissione. Il signor Matteo però non le permise questo e andò a riprenderla prima di Natale. In seguito però il buon papà si convinse che il desiderio della figlia coincideva con la chiamata del Padre, non volle trattenere per sé ciò che un giorno aveva accolto come un dono dall'Alto, ma fu pronto a riconsegnarlo accompagnando egli stesso la giovane nel sacro recinto del monastero l'8 gennaio 1906.

Iniziò così per Eufemia una nuova vita della quale manifestò il programma il 25 marzo, in occasione della vestizione religiosa, in cui assunse il nome di Gemma Maddalena di Gesù. Se il nome della santa di cui ci parla il Vangelo fu il simbolo del suo desiderio di una conversione decisa, motivata e sostenuta da ardente amore, il nome della santa amica indicò già a quel tempo, in germe, la consapevolezza del prolungamento di una missione. Gemma morendo le aveva detto: «Impara Eufemia come si ama Gesù», e padre Germano, assumendo la sua direzione spirituale, affermò: «Lei è l'erede di Gemma». L'11 aprile 1907, anniversario della morte di Gemma Galgani, Gemma Maddalena di Gesù fece la sua professione religiosa fra le claustrali passioniste. La comunità le diede presto l'occasione di far fruttificare i talenti ricevuti, affidandole la formazione delle novizie. La salute precaria però, la costrinse a uscire dal monastero per periodi di cura.

Nel 1917 la comunità passionista di Lucca iniziò le trattative per una nuova fondazione a Itri. Venuta meno, a causa di una malattia, la monaca scelta come superiora, questo incarico fu affidato a Gemma Eufemia, che nel 1919 partì per Itri. La vita di questo monastero fu breve e travagliata e rimane una delle pagine più dolorose dell’esperienza della Giannini. La situazione divenuta insostebile al punto di minare la sua salute fisica già cagionevole la costrinse a pensare ad un trasferimento. Con l’obbedienza dei superiori nell’ottrobre del 1923 varcò la soglia del monastero di Vignanello. Qui svolse incarichi umili, visse un tempo di tranquillità interiore molto profonda di cui troviamo i segni nel Diario che scrisse. Fece il voto di carità, e proprio questa virtù che la portava a volte a superare i formalismi delle regole le causò anche qui incomprensioni.

Nell'agosto del 1931 le fu comunicato che, data la necessità di rafforzare la comunità di Lucca in vista di uno sviluppo della devozione a Gemma Galgani ormai prossima alla beatificazione, lei era stata scelta quale elemento che poteva dare un valido aiuto. Nonostante che lasciare Vignanello fosse un distacco notevole, visse anche questo evento nell'ottica dell'abbandono fiducioso alla volontà del Padre. Chiese al Generale dei Passionisti il permesso di passare da Roma e da Tarquinia. L'ottenne, insieme ai biglietti per partecipare all'udienza del Papa in occasione della lettura del decreto che dichiarava l'eroicità delle virtù di Gemma Galgani.

La malattia, l’uscita dal monastero, la nuova fondazione

Nel novembre del 1931 giunse a Lucca, e già nel giugno del 1932 cominciò ad avvertire problemi di salute. Credendo che la soluzione fosse tornare a Vignanello, ne chiese il permesso, che non le fu concesso. Anzi, considerando che il problema della salute di m. Gemma Eufemia continuava ad essere di difficile soluzione all'interno della clausura, la Sacra Congregazione dei Religiosi rispose consigliando alla Madre di tornare allo stato laicale mediante la dispensa dagli obblighi della vita monastica che aveva assunto con la professione. M. Gemma Eufemia non ne volle sapere, perché lo ritenne un tradimento della chiamata ricevuta dal Padre dall'eternità, ma negli anni successivi, rendendosi necessarie continue uscite per cambiamento d'aria prescritto dai medici in vista della guarigione, accettò l’esclaustrazione, rimanendo legata alle Passioniste con il vincolo dei voti. In questo momento però la Serva di Dio ricevette un’illuminazione particolare nella preghiera, che le permise di comprendere che il piano di Dio sulla sua vita era un altro. Ella appuntò infatti nei suoi ricordi che risalgono al 1937:

Stando davanti a Gesù Sacramentato vidi, non con gli occhi del corpo, ma con lo spirito, in un attimo, come in un quadro, ciò che voleva il Signore: che i luoghi dove s. Gemma era nata, vissuta e morta, fossero custoditi da anime consacrate a Dio, sotto la diretta protezione di s. Gemma e dedicate ad opere di carità, sotto la sua tutela. Tutto ciò sarebbe avvenuto attraverso grandi difficoltà, umiliazioni, disprezzi.

Ebbe in questo modo inizio la peregrinazione della fede per discernere se quanto in quel momento appariva con grande chiarezza alla sua mente fosse effettivamente volontà di Dio e non frutto della sua immaginazione. Tutto questo tempo fu per lei caratterizzato dal chiedere continuamente consiglio per i passi da compiere. Nell'aprile del 1939 prese in affitto due stanze nella villa Guerra a Camigliano, paese natale di s. Gemma, distante otto chilometri da Lucca.

Considerò la data d'inizio della nuova opera il 4 maggio 1939, quando arrivò alla villa Guerra Dorotea Prelovsék, che fu la sua prima compagna. Nel giugno dello stesso anno si aggiunse Elisa Piazzi e così cominciò a prendere forma la nuova comunità la quale si dedicò, oltre che alla preghiera, ad accogliere i bambini per la scuola materna e il dopo scuola.

Il 2 maggio 1940 fu canonizzata Gemma Galgani. M. Gemma partecipò alla cerimonia e fu ricevuta in udienza privata dal papa Pio XII. Alla sua domanda se dovesse andare avanti nell'opera iniziata della fondazione delle Sorelle di s. Gemma o dovesse rientrare in clausura, il Santo Padre rispose: «Vada avanti; dalle circostanze conoscerà la volontà di Dio».

Da quel momento, anche se furono molte le difficoltà che dovette affrontare, non si fermò mai nel suo cammino, credendolo sinceramente voluto dal Signore per la sua gloria e l'onore della Chiesa, soprattutto per il bene di quelli che nella società sono i più poveri e bisognosi. M. Gemma Eufemia, per mandare avanti l'opera nata in estrema povertà, si fece lei stessa mendicante e, ammalata e carica di anni, varcò parecchie volte l'oceano per giungere fino in America a chiedere aiuto. Furono diverse le fondazioni nelle quali le Sorelle di s. Gemma, approvate come Pia Associazione, svolsero la loro opera a servizio dei poveri e dei bisognosi.

Nel 1960 fu loro accordato dal Generale dei Passionisti il permesso di portare il segno caratteristico della Congregazione della Passione, con gioia intima della Madre, che uscendo dalla clausura aveva affermato: «Se non potrò essere passionista di nome e di abito lo sarò col cuore come la Beata Gemma». Nel 1964 Mons. Pietro Zuccarino, Vescovo di Bobbio, già nominato assistente spirituale delle Sorelle di s. Gemma, aggiunse alle precedenti approvazioni quella di Congregazione di diritto diocesano. Nel 1966 la Congregazione allargò i propri orizzonti: quattro sorelle furono inviate in Zaire dove, collaborando con i padri Saveriani, iniziarono la loro esperienza della missione ad gentes.

Da questo velocissimo scorrere dei passaggi che seguirono alla fondazione, emerge che l'attività di m. Gemma Eufemia, una volta che ebbe lasciata la clausura, fu come un'esplosione. Ma Colui che l'aveva chiamata ad uscire dalle quattro mura tra le quali ella voleva restare chiusa, attratta dal carisma passionista, la richiamò paradossalmente a fermarsi e a rinchiudersi una volta avviata la nuova fondazione. Nel 1960 iniziò una paralisi progressiva dovuta all'artrosi deformante di cui da tempo era affetta, che la costrinse dapprima in carrozzella, poi a letto.

In quel letto rimase inchiodata fino al 26 agosto 1971, quando, dopo essersi comunicata, spirò santamente circondata dalle sue figlie.

 

 

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